Karl Brjullov: memorie di pietra dal Cimitero Acattolico di Roma.

Cimitero acattolico Roma

“Il cimitero è uno spazio aperto tra le rovine, ammantato d’inverno di violette e margherite. Potrebbe far innamorare qualcuno della morte, pensare di essere seppelliti in un posto così dolce”. Con queste parole il giovane poeta Percy Bysshe Shelley descriveva le atmosfere del Cimitero del Testaccio, conosciuto come Cimitero Protestante, poi come Cimitero Acattolico, nella […]

Il Tempio dell’Internato Ignoto: le memorie di pietra di Mario Mirko Vucetich.

Cristo Morto Mirko Vucetich

“Il mare univa popoli che la storia ha diviso. Turchi e cristiani, Africa ed Europa, Oriente e Occidente. E nell’Adriatico più stretto, dove il Salento guarda le montagne albanesi, la nostalgia per l’unica patria mediterranea è ancora più struggente”. Con questo estratto tratto da “Lo Specchio del Mare Mediterraneo (sec. XVII)”, a cura di Predrag […]

La Casa delle Foglie : le “vite gli altri” di Enver Hoxha.

“Il detenuto non doveva sapere chi altro c’era lì, né avere alcun contatto umano che non fosse rigidamente controllato, a fini psicologici, dalle guardie”. Queste alcune delle parole di Anna Funder nel suo famoso “C’era una volta la Ddr”.

Il Sepolcro di Maria d’Ungheria a Napoli: fluttuazioni nello spazio angioino.

Se ci fosse una capitale dell’anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui. Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia.

“Sergei Vasiliev – Russian Criminal Tattoo”. Leggere la storia attraverso i tatuaggi.

Tredici anni anni fa David Cronenberg ci catapultava in una plumbea Londra e nel suo sottobosco della mafia russa, con un eccellente Viggo Mortersen e i suoi 43 tatuaggi, simboli della sua scalata sociale nella fratellanza criminale chiamata Vory V Zakone. Il suo corpo è la pergamena in cui è scritta una parte della sua […]

Bernardo Bellotto e Varsavia. La città raffigurata dagli occhi di un italiano

“Di male in peggio. Macerie su macerie. Ammassi su ammassi. Non so che cosa ci aspettavamo. Del resto si sapeva che di via Krucza o di via Wilcza erano rimasti solo monconi e nient’altro. Forse, qua e là, ancora qualcosa, mezza casa o una casa e mezzo. Ma ormai non aveva più senso. […] Era […]

Teodoro e Michele Galitzin : due principi russi presso la Certosa di Bologna. Appunti di un Risorgimento fluttuante.

Ai piedi notiamo la presenza delle campanule, definite dai popoli nordici come “campane della morte” perché la leggenda narra che chi sente il tintinnio delle campanule è prossimo trapasso. Questo era uno dei particolari che più mi aveva colpito durante una passeggiata guidata nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.

21 Aprile 1945 : i Polacchi entrano a Bologna. La conclusione della campagna italiana del 2° Corpo d’armata Polacco.

Su una targa commemorativa presente su Porta Mazzini, a Bologna, possiamo leggere quanto segue “Da questa porta la mattina del 21 aprile 1945, entrarono le truppe del 2° Corpo d’Armata polacco, che contribuirono alla Liberazione di Bologna, e alle quali il Sindaco Dozza dichiarò : nell’assumere la carica, all’atto della Liberazione della città attestò che […]

I Palafrenieri di Napoli : simbolo di un’amicizia conservatrice.

In questi giorni avrei dovuto scrivere di presentazioni, di affluenti di vodka e birra in quella stupenda cornice che è Slavika Festival, ma quest’anno non è stato così. Nonostante questo limbo lacerante, in cui fluttuare sembra un ricordo sbiadito nel tempo, proviamoci ugualmente. Senza biblioteche è stato un po’ complicato ma, interpretando liberamente Igor “potrebbe […]

Bocche di Cattaro : sfumature di un fiordo fluttuante.

“Alcuni naviganti prima o poi tornano, gli altri partono per sempre. Si distinguono le navigazioni dopo le quali guardiamo le cose in modo differente, in particolare quelle dopo le quali vediamo diversamente anche il nostro passato, e persino il mare. Tali percorsi stanno all’inizio e alla fine di ogni racconto sul Mediterraneo”.